Sull'immigrazione l'Ue bacchetta l'Italia

L'Unione europea ha già messo in atto tutte le misure che le sono state richieste dagli stati membri nel campo dell'immigrazione. Lo ha detto il portavoce del commissario europeo Cecilia Malmstrom, Michele Cercone, intervenendo in conferenza stampa a Bruxelles. "Dire che l'Italia è sommersa dai rifugiati non corrisponde ai fatti", ha chiarito Cercone: "Le richieste d'asilo nel 2013 sono state 28 mila in Italia su un totale di 437 mila in tutta l'Unione europea.
16 AGO 20
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L'Unione europea ha già messo in atto tutte le misure che le sono state richieste dagli stati membri nel campo dell'immigrazione. Lo ha detto il portavoce del commissario europeo Cecilia Malmstrom, Michele Cercone, intervenendo in conferenza stampa a Bruxelles. "Dire che l'Italia è sommersa dai rifugiati non corrisponde ai fatti", ha chiarito Cercone: "Le richieste d'asilo nel 2013 sono state 28 mila in Italia su un totale di 437 mila in tutta l'Unione europea. Solo quelle sottoposte alla Germania sono state 125 mila". Nella classifica dei paesi membri dell'Unione, dietro Berlino si è posizionata la Francia e poi la Svezia: l'Italia è solo quinta. "Se sommiamo il totale delle richieste d'asilo presentate solo ai primi tre paesi vediamo come questi abbiano ricevuto ben il 50% delle domande totali rispetto all'intera Ue". Inoltre, ha chiarito il portavoce, i migranti che hanno ricevuto lo status di rifugiati, secondo le legislazioni europee, non possono installarsi in altri paesi.

I numeri presentati dal portavoce della Commissione europea confutano le parole del ministro dell'interno Angelino Alfano che aveva parlato di un'Europa insensibile al dramma degli sbarchi e alle richieste d'aiuto avanzate da Roma. Il premier Matteo Renzi ha usato parole ancor più dure, affermando che "l'Europa non può salvare gli stati, le banche e poi lasciare morire le madri con i bambini". Cercone ha rigettato le accuse: "L'Italia deve dirci di quali iniziative concrete ha bisogno. Il commissario Malmstrom aveva già inviato nel marzo scorso una lettera alle autorità italiane per chiedere cosa le occorresse per fronteggiare l'emergenza sbarchi. Non abbiamo mai ricevuto una risposta da Roma".

[**Video_box_2**]Malmstrom si era detta "scioccata" dall'ennesima tragedia di ieri, quando un barcone che trasportava 400 migranti è affondato e si contano tuttora circa 200 dispersi. "C'è un sentimento di frustrazione", ha spiegato il portavoce, "soprattutto per quello che si potrebbe fare e che invece non è stato fatto". Il riferimento è al richiamo alla solidarietà europea, spesso sollevato proprio dall'Italia, verso i paesi del Mediterraneo. Un'attenzione che sarebbe venuta a mancare dalle istituzioni europee proprio nel momento di maggiore emergenza. Una tesi giudicata falsa dal portavoce di Malmstrom: "Subito dopo la tragedia dell'ottobre 2013 (quando un'imbarcazione di migranti affondò al largo di Lampedusa provocando la morte di centinaia di migranti, ndr) la Commissione ha convocato una riunione degli stati membri chiedendo a tutti uno sforzo solidale per affrontare l'emergenza. Da allora ", ha continuato Cercone, " abbiamo assistito a poche iniziative concrete da parte dei singoli stato".

Perché il punto risiede proprio sul tema delle competenze: i titolari delle decisioni riguardo alle politiche migratorie sono proprio gli stati membri e l'Unione europea si limita ad agire con strumenti collaterali, come ad esempio gli accordi di associazione e partenariato con i paesi extraeuropei rivieraschi del Mediterraneo. "La Commissione ha concluso un accordo di associazione con Tunisia e Marocco, ha implementato un Action Plan, ha inviato una task force e ha continui contatti con le autorità italiane", ha chiarito il portavoce. "Sta all'Italia dire cos'altro le occorre concretamente. Noi siamo pronti ad ascoltare le sue richieste".